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Rubrica 'Racconta la tua storia'

#RaccontaLaTuaStoria Ecco la storia di Orsola e Nicola, scritta a quattro mani da Orsola e Nicola, che cogliendo a pieno lo spirito della rubrica, ci lasciano sbirciare nelle loro vite, indossare i potenti Google Glass e guardare insieme al futuro che oggi si chiama #TipiDì.  Buona lettura!

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Nicola
Dopo i quarant’anni ho fatto tutto ciò che non ho avuto il tempo di fare prima: comprare una naked, correre una maratona, avviare un’impresa innovativa nei valori e nei prodotti, divorziare per poi tornare a credere nell’amore grazie ad una nuova compagna.
Ripartire da un nuovo equilibrio affettivo e spirituale, ha rappresentato il primo passo per ricominciare a pensare la mia vita da dove ero partito oltre venticinque anni fa e dove oggi faccio ritorno.
Laureato con lode in sociologia, ho seguito i corsi di due dottorati e di tre master, ho collaborato dieci anni con l'Università di Urbino e tre con l’Università Roma Tre. Ho lavorato all'ISTAT e presso numerosi istituti di ricerca di marketing e sociale ma, soprattutto, ho insegnato a mio figlio Francesco ad andare in bicicletta, ad amare la musica, il cinema e un certo tipo di lettura.
Alla ricerca di un orizzonte culturale che mi appassionasse intellettualmente e praticamente, dopo l’incontro nel 2006 col filone dei “future studies”e qualche anno più tardi , nel 2010, con quello degli studi sul benessere e sulla felicità, ho maturato la convinzione che è possibile conciliare una vita professionale piena e soddisfacente con il vivere bene con sé stessi, la società e la natura. Con una formazione sempre più orientata ai valori dell’equilibrio tra uomo, ambiente e sviluppo eco-compatibile, ora ho un sogno: realizzare tale visione. Ho condiviso questo sogno con una persona speciale e lei mi ha detto: va bene, andiamo!
Orsola
Partenopea di origine, sono giunta per amore nelle aride e maestose terre della Lucania alla tenera età di quaranta anni.
Al fianco del mio compagno di viaggio, tricaricese doc, ho scoperto una regione unica che in pochi raccontano. Ho scorto una ricchezza, un fermento, una vivacità che solo andando oltre le asperità dei calanchi puoi veramente vedere. Un ambiente duro, dal quale d’istinto ti verrebbe di scappare, poco accogliente ma nel contempo capace di ispirare menti sensibili ché nasconde al suo interno un nucleo magnetico e stimolante: echi di parole già udite nella mia terra di origine.
Psicologa e psicoterapeuta, ho lavorato in diversi contesti sociali legati alla devianza: le tossicodipendenze e i minori violati. L’esperienza maturata negli anni ha contribuito a rendere oltremodo complessa la mia personale visione del mondo: ciascuno è portatore di una sua unicità, di un suo personale bagaglio che rappresenta una ricchezza inestimabile per sé e per quanti incontra lungo il suo cammino. Dall’incontro con l’altro qualcosa di meraviglioso può accadere a condizione però di osare provando a guardare alla vita da prospettive differenti e oltre il già dato, il già conosciuto, il già pensato contemplando una circolarità di pensiero che include ambivalenze e contraddizioni: io e la Lucania.
Ci siamo incontrati a Roma. Per oltre un anno abbiamo portato avanti vita professionale e vita privata permettendo al nostro sentimento di crescere, aumentando la nostra conoscenza. Vite e discorsi densi, complessi ed unici per riprendere concetti cari ad Orsola. Nel conoscerci e raccontarci ci siamo resi conto che la ricchezza di cui eravamo portatori sembrava essere innestata in una città e in ambienti che rifiutavano di vedere ciò di cui eravamo unici detentori. Ci scoprivamo a farci le stesse domande e a darci le stesse risposte. Convergevamo puntualmente su un unico aspetto: il fascino della città capitale non era per noi. Decidiamo di lasciarla. Entrambe coscienti che il passo significava lanciare il guanto della sfida, prima di
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tutto a noi stessi, come individualità e come coppia, poi al posto che avremmo eletto come nuova residenza. Campania o Basilicata? Due regioni i cui destini sono accomunati sotto molti aspetti, così come lo sono le nostre storie personali. Entrambe terre dai forti contrasti e grandi contraddizioni, regioni a cui anche le statistiche attribuiscono per moltissimi fenomeni, numeri differenti ma andamenti sovrapponibili, dove manca il lavoro ma non certo l’ingegno, dove c’è degrado ma tanti i progetti per risanare. Alla fine decidere non è stato difficile: con nei bagagli un pizzico d’ingegno e tanti progetti da realizzare, abbiamo scelto di stabilirci in Basilicata.
Eccoci a Tricarico. Nuca al passato, fronte al futuro. Abbiamo deciso di intraprendere una nuova vita certi che sia le nostre esperienze che i destini delle regioni da cui proveniamo si possono unire traendone entrambe vantaggio.
Conosciamo ciò che è stato ma siamo anche stanchi di essere proiettati, nostro malgrado, verso un futuro che sembra solo una continua e pedissequa ripetizione del passato. Sorridere alle gag di Totò, pensare sempre che tutto si fermi ad Eboli, è e sarà fondamentale per chi ha le nostre origini ma è anche ora di cambiare obiettivo: lasciamo la Leica di Henry Cartier-Bresson nella teca e montiamo su un corpo digitale un potente zoom, inforchiamo un bel paio di Google Glass e guardiamo avanti per costruire un futuro che sia specchio di una cultura veramente moderna.
Eccoci quindi on the road! Immaginiamo il nostro “tipi” con le sue fondamenta ben salde nelle terre della Lucania. Il termine “tipi” non è utilizzato a caso, la sua pronuncia rimanda da una parte alla tipica abitazione degli indiani d’America, dall’altra al sostantivo italiano tipo/i. Da questa similitudine abbiamo preso spunto per dare il nome all’attività imprenditoriale che vogliamo avviare: TipiDì.
Se volessimo descrivere TipiDì con terminologia meccanicistica, potremmo mettere in fila le etichette dei codici ATECO che ne permettono la classificazione presso il Registro delle Imprese: attività di commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio, utensili per la casa, di cristallerie e vasellame.
Andando oltre, TipiDì è la storia della nostra unione, l’unione di due persone con un unico grande sogno: mettere a frutto le rispettive esperienze di vita e professionali, partendo da una dimensione umana e spirituale di fare impresa.
TipiDì è un precipitato di esperienze, idee, concetti, osservazioni, di due personalità che darà vita e forma ad un attività di commercio all’insegna della coniugazione di tradizione ed innovazione, sviluppata attraverso il canale dell’e-commerce.